Matera

“Futuro Remoto
Continuità e Rotture
Riflessioni e Connessioni
Utopie e Distopie
Radici e Percorsi”

Fondazione Matera-Basilicata 2019

Dalla più ancestrale memoria dell’uomo e dai suoi sogni più remoti, si erge la città di (è sorta) Matera, una delle città più antiche al mondo.
La luce del sole avvolge le sue case in pietra, richiamando le costruzioni della Palestina, mentre sotto la coltre di stelle della sera, le abitazione diventano il suggestivo presepe lucano che tutto il mondo conosce.

Dal 17 ottobre 2014 è la Capitale Europea della Cultura per il 2019. Dal 1993 i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La sua bellezza e il fascino straordinario l’hanno resa nota in Italia e all’estero, tanto da essere scelta come set cinematografico da famosi registi come Mel Gibson, con “The Passion” e Pier Paolo Pasolini, con “Il Vangelo Secondo Matteo” e più di recente da Cyrus Nowrasteh, con “Christ The Lord: Out of Egypt”, e Timur Dekmambetov, con il remake di “Ben-Hur”.

Ma la Città dei Sassi ha attratto, e attrae, anche grandi maestri della scultura, come è documentato nel Museo di Scultura Contemporanea, e della fotografia, quali Henry Cartier-Bresson, Mario Cresci e Franco Pinna.

 

 

A Matera, natura e uomo si fondono in un unico battito vitale, sospiri di storia, paesaggio e tradizioni, a cui si fondono interessanti testimonianze del sacro, come le oltre 150 chiese rupestri, che con gli splendidi affreschi bizantini costituiscono l’omonimo parco regionale e, poco lontano dalla città, la Cripta del Peccato Originale, nota anche come la “Cappella Sistina” della pittura parietale rupestre.
A Matera la cultura si esprime anche nei numerosi musei e centri culturali ambientati in case antiche di grande suggestione.

Sono la città scavata nella roccia calcarenitica, chiamata localmente “tufo”, arroccate lungo i pendii della Gravina, profondo vallone che toglie il respiro. Sono I Sassi di Matera.

Strutture edificate, eleganti ed articolate si alternano a labirinti sotterranei e a meandri cavernosi, creando un unicum paesaggistico di grande effetto.
Lo scenario che si presenta allo sguardo è di incomparabile bellezza e qualità. Un tempo cuore della civiltà contadina, oggi hanno acquisito identità e dignità attraverso fasi di ristrutturazione, i Sassi si nobilitano e meravigliano quando, al crepuscolo, le piccole luci di residenze, botteghe di artigiani e ristoratori li rendono come un presepe di cartapesta.
Dichiarati nel 1993 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, si offrono superbamente a chi li visita con uno scenario unico che è un eccezionale richiamo al passato.

Murgia Materana

La Murgia

Vasta e maestosa da raggiungere fino la confinante Puglia, la Murgia materana può offrire al visitatore nuove ed inattese occasioni per entrare in contatto con l’ambiente, la natura, la storia e le tradizioni.
La Gravina è un profondo burrone, un canyon lungo diversi chilometri percorso da un torrente. Le città di Matera si è sviluppata lungo i dirupi di questa Gravina, dando vita al vasto tessuto urbano dei Sassi e della Civita. Il termine “gravina” deriva da grab (accadico-sumerico > fenicio > ecc. = fossa, scavare, incidere, da cui: grafos, graffiare, graben = tombe, gravure = incisione).
Con un facile sentiero che scende da porta Pistola, nei pressi del convento di S. Lucia alla Civita, è possibile raggiungere la più importante riserva d’acqua dei tempi antichi, cioè il laghetto di acqua perenne detto lo Jurio, alimentato dal torrente Jesce, con piccole cascate, durante le piogge.

Con il monachesimo eremitico del Medioevo si è sviluppato il fenomeno delle chiese rupestri, nelle grotte a ridosso della Gravina ed in valloni aspri ed isolati.
La Murgia (dal latino murex: roccia, pietra, da cui muro, muretto a secco) è un altopiano calcareo che si estende dal Salento fino a Matera, di natura carsica, con fauna e flora tipiche.
Questo territorio, anche se povero di risorse, ha saputo affermarsi nel corso dei millenni. L’antropizzazione ha permesso la coltivazione nei piccoli valloni e pianori di ulivi, mandorli e fichi.

L’allevamento del bestiame e l’industria armentizia del passato è testimoniata dalla presenza di numerose masserie con gli ovili, detti jazzi.
Pochissimi sono i boschi, dei quali residuano alcuni con esemplari di olmo, quercia ed acero. E’ ricca di macchie di lentisco, quercia spinosa, pruni, pere ed olivi selvatici. Fra i massi e le pietre spuntano numerose erbe, fra cui la salvia, il timo, gli asfodeli ed il finocchio selvatico.